LEGGERE CI AIUTA AD ANDARE OLTRE NOI STESSI E OLTRE I NOSTRI PROBLEMI QUOTIDIANI

Cari amici lettori, buongiorno!

Nel proporvi questo tema mi faccio guidare interamente da Erich Fromm e da quanto ha scritto nel suo libro “L’arte di ascoltare” (Mondadori,1991, passim).

Vi invito a leggere il seguente stralcio …e a esprimere, se lo ritenete, le vostre impressioni in merito… Sicuramente questo brano costituirà un momento di riflessione per tutti gli amici lettori del GLG all’interno del prossimo incontro di febbraio.

Buona lettura a tutti!

“…Chi mostra attenzione solo per le questioni personali non può guarire (da questo stato) né diventare un essere veramente umano. Chi ha interesse solo per sé stesso e i propri problemi non può vivere in modo aperto, con gioia ed indipendenza. Occorre tenere entrambi i piedi sul terreno della realtà, ma essa non può essere uno spillo, perché, per rifarsi alle speculazioni medioevali, solo gli angeli sanno ballare sugli spilli. Non si può stare in piedi così, ma soltanto su un terreno fertile ed ampio e solo se si ha con il mondo un rapporto produttivo e ricco di interesse. La parola “interesse” non è quella giusta per esprimere questo tipo di relazione, a meno che non la si usi nel senso del latino inter-esse, che significa essere” presso una cosa” oppure “dentro una cosa”. Oggi questa parola viene per lo più usata in un contesto in cui significa quasi il contrario. Quando si dice: “La cosa mi interessa, in realtà si intende dire: “La cosa mi annoia”. Se riferendosi a un libro o a un’idea si dice: “È molto interessante”, in realtà si vuole dire semplicemente che li si trova orribili o detestabili, solo che lo si esprime in modo garbato. Tanto in psicoanalisi quanto nella vita quotidiana, dunque occorre evitare di concentrarsi esclusivamente sui problemi personali, restando separati dal mondo intorno a noi. Il punto è quello di mantenere un rapporto di partecipazione verso ciò che ci circonda, le persone, le idee, la natura. In che modo  è possibile arricchire la propria vita? Tutta l’infelicità che oggi molti provano è causata non di essere chissà e come malati, quanto dal fatto di essere separati da ciò che rende la vita bella, interessante, stimolante. La gente pensa soltanto ai propri problemi, alle colpe, agli errori, ai sintomi e Dio sa a che altro, mentre potrebbe godersi la vita in cento modi. Naturalmente ecco subito l’obiezione: “Sì, ma io sono troppo depresso per farlo”.

Da un lato questo è vero, ma non del tutto. Non si tenta neppure di arricchire davvero la propria vita, perché si pensa subito che il miglior modo di guarire sia quello di rinchiudersi in se stessi e di concentrarsi sui propri problemi. Mentre è esattamente il contrario, questo è proprio il modo peggiore. Concentrarsi sui problemi personali include anche un interesse sempre più ampio e intenso per la vita.

Questo crescente interesse può riferirsi all’arte, o a qualsiasi, ma soprattutto alle idee. Io non credo che l’interesse per le idee sia solo un passatempo.su questo punto non sono stato mai d’accordo con Alexander Sutherland Neill che col suo progetto “Summerhill”, perché poneva troppo poco l’accento sulla formazione della mente. E qui non penso tanto a una formazione puramente intellettuale, quanto ad un arricchimento.

In concreto si deve chiedere: che cosa leggi? Io consiglio di partire sempre dalle letture, soprattutto da testi significativi da leggere con impegno.

Ho l’impressione che al giorno d’oggi la lettura si ispiri all’idea di non faticare troppo e si vuole che i libri siano sempre più brevi, di facile lettura e immediatamente godibili. Naturalmente questa è pura illusione. Nulla che sia veramente valido si può fare o apprendere senza sforzo, sono sempre necessari un certo sacrificio e una certa disciplina. L’idea di imparare la musica o un’altra cosa in “otto ore di facili esercizi” ha il solo scopo di cavare soldi dalle tasche della gente. Ovvero si tratta di una sciocchezza, benché – anche se in termini così grossolani- sia questo lo spirito che anima le persone. E il fatto che si pubblichino tanti libri non significa nulla, perché i libri che vengono letti seriamente e che lasciano davvero qualche traccia credo sia oggi un numero limitato. Quali sono le letture consuete, in che modo si legge e che cosa si legge, ecco il problema di fondo. In questo contesto si dovrebbe cominciare col costruirsi delle convinzioni, acquisire dei valori e sapere in quale direzione orientare la propria vita. Se non si è in grado di fare questo, ci si limiterà a vagare di qua e di là senza meta. Ho l’impressione che la gente non legga quasi più nulla che sia legato alla tradizione, perché è convinta di arrivare a tutto individualmente. Questa è una convinzione sciocca che denota ignoranza, come se si potesse riunire in sé la genialità delle figure più significative della storia e scoprire tutto da soli ciò dimostra soltanto superficialità e, alla fine, non si aspira a nulla di grande di nuovo di emozionante. La maggior parte delle persone non ha ancora provato in che misura la scoperta del nuovo possono essere stimolanti. Chi prima o poi non arriva ad una propria concezione della vita, a un orientamento, a valori e convincimenti non mutuati da altri, ma scaturiti dall’esperienza individuale, anche se acquisiti con l’aiuto di una lettura attiva, produttiva, critica delle opere delle grandi guide dello spirito, penso non arriverà mai ad acquistare sicurezza, a percepire la centralità del proprio io. So che al giorno d’oggi le mie proposte non passano per eccessivamente moderne. Sono ritenute dogmatiche, oppure autoritarie, e respinte con l’argomentazione che occorre arrivare a tutto da soli.

Al contrario io ritengo invece barbaro e sciocco rinunciare a fare tesoro delle conquiste dell’umanità. Ci si priva di questa possibilità in nome dell’indipendenza e per disprezzo dell’autorità: ci si preclude tutto ciò che l’influenza lo spirito umano, che gli dà acqua. Nutrimento, luce, tutto ciò che gli occorre per svilupparsi.

In fatto di cibo, si può essere anche vegetariani; ma se, quanto al nutrimento intellettuale e spirituale, ci si comporta da vegetariani respingendo la maggior parte di ciò che viene offerto, allora la mente si inaridisce piuttosto in fretta.

2 commenti su “LEGGERE CI AIUTA AD ANDARE OLTRE NOI STESSI E OLTRE I NOSTRI PROBLEMI QUOTIDIANI

  1. Anche se la mia formazione scolastica è stata tecnica ed ho letto poco, condivido quanto espresso nel consiglio indicato nel testo. A livello personale credo di appartenere alla categoria che sta bene con gli altri e che mi piace ascoltare.

    1. Grazie Bruno per la tua attenta e corretta lettura del brano proposto. Sono proprio contenta che tu faccia parte del Gruppo Lettura Groppallo. Fausta

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